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amFebruary 04 l'Etna... genesi e....sublimi foto..
January 31 Immagini della mia Terra....spazi vissutiLa fotografia come documentazione
Non appena l’invenzione della fotografia fu resa di dominio pubblico, in tutta la Francia si diffuse la moda del ritratto. Se quello pittorico era prerogativa della classe aristocratica, il ritratto fotografico offri anche a larghi strati della borghesia la possibilità di “nobilitarsi” con una spesa contenuta.
Il reportage di guerra
Un altro uso a cui si prestò la fotografia fu quello dei reportage di guerra, ossia dei servizi giornalistici di un cronista o di un corrispondente. Nel 1855 infatti il governo britannico incaricò l’avvocato Roger Fenton di seguire la guerra in Crimea ( 1853-56 ), ma gli ingiunse di non fotografare i morti e i feriti, bensì di limitarsi a riprendere solo immagini di soldati ordinati e scene non angosciose di vita quotidiana per rassicurare i famigliari dei combattenti. La guerra civile americana fu invece documentata dal fotografo Matthew B. Brady con maggiore rigore realistico, per rendere tutta la brutalità e la durezza dello scontro in atto. Brady non si accontentò di riprendere personalmente gli scontri ma organizzò una vera e propria agenzia fotografica, ricorrendo alla collaborazione di ben 25 corrispondenti che operarono per lui sui campi di battaglia. A Brady si devono anche 35 fotoritratti del presidente Lincoln.
Il fotoreporter
Con il reportage di guerra emerse una nuova figura: il fotoreporter ossia colui che seguiva le operazioni di guerra per darne delle testimonianze visive oltre che narrative. Il fotoreporter non solo registra nelle sue fotografie le conseguenze di una battaglia, ma le vive in prima linea. Caposcuola di questa pratica fu Robert Capa (pseudonimo di Andrai Friedmann, 1913-1954). Per la prima volta la morte veniva fermata in diretta; Robert Capa immortalò inoltre alcuni momenti della seconda guerra mondiale, tra cui la sbarco in Normandia e infine il conflitto indocinese durante il quale rimase ucciso per lo scoppio di una mina antiuomo.
La fotografia come denuncia sociale
Molti giornalisti e sociologi utilizzarono invece la fotografia con intenti di denuncia sociale, per esempio per illustrare le misere condizioni di vita degli agricoltori statunitensi dopo la crisi del 1929. In Italia le prime testate che introdussero le immagini fotografiche furono “L’Illustrazione italiana” “Il Giornale d’Italia” e “La Stampa”.
Il fotogiornalismo
Il fotogiornalismo nasce più tardi, nel momento in cui l’immagine fotografica diventa preponderante rispetto al testo scritto e viene sfruttata in tutte le sue potenzialità espressive e comunicative. In Italia fu il settimanale illustrato “Tempo” che a partire dal 1939 cominciò a raccontare anche attraverso le immagini, servendosi della fotografia
January 29 La piana di Catania...e L'Infinito di Leopardicalipso
Giacomo Leopardi 1819
L'infinito
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.
January 27 L'inizio...La nascita della fotografia è avvenuta grazie ad un lungo processo il cui iniziatore si può considerare Aristotele, il filosofo greco che nel IV secolo a.C. fornì le prime ipotesi per la successiva creazione della camera oscura. Il filosofo osservò infatti che se si oscurava una stanza, lasciando solo un forellino del diametro di una matita dal quale far passare un raggio di sole, e ponendo un foglio a circa 20 centimetri dal foro, su di esso diventava visibile l’immagine capovolta di un oggetto posto all’esterno della camera. La creazione della camera oscura vera e propria fu realizzata con una cassetta, dove l’immagine dell’oggetto si produce sulla parete opposta al foro. La nascita della fotografia avvenne solo grazie ai progressi paralleli nel campo dell’ottica e in quello della chimica, dove i risultati notevoli vennero raggiunti nello studio della mutazione di colore e tonalità di alcuni composti chimici esposti alla luce. A Jean Hellot è dovuta la scoperta, nel 1737, dell’inchiostro “simpatico”, le cui tracce una volta fissate su un foglio diventano visibili alla luce del sole. Il francese Joseph Nicephore Niepce fu il primo a scoprire un composto fotosintetico in grado di rendere permanenti le immagini prodotte. Questi espedienti furono ripresi da Louis Jacques Mandè Da guerre. La fotografia, letteralmente scrittura con la luce, è nata come mezzo di riproduzione della realtà. La nascita ufficiale risale al 7 gennaio 1838, quando il fisico ed astronomo Dominique Francois Arago presentò all’Accademia delle Scienze di Parigi il primo procedimento fotografico ideato da Louis Jacques Mandè Da guerre che, grazie ai vapori di mercurio, trovò il modo di sviluppare un’immagine impressa su di una lastra di vetro ricoperta da uno strato di ioduro d’argento
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